Metodo del Teatro del Profondo®

 

Sappiamo dalle scienze naturali e dall’antropologia che tutti i cuccioli di mammifero giocano, compresi i cuccioli umani. Sappiamo inoltre che in qualsiasi epoca e presso quasi ogni gruppo di popolazione umana, è presente una qualche forma sociale, rituale e a volte sacra di “gioco” che, attraverso una “finzione” convenuta fra tutti, permette agli “attori”, cioè a coloro che attuano il “gioco”, di travestirsi e di trasformarsi e di creare quindi, con la loro “Azione”, una “Realtà immaginaria”, a cui tutta la comunità partecipa, favorendo, ad esempio nel teatro greco, un coinvolgimento emotivo che trasforma e si trasforma in Catarsi (purificazione) consolidando il senso di identità culturale della comunità stessa.

Il gioco, la finzione scenica e il teatro, che in sé comprende tutte le arti a cominciare dalla musica e dalla danza, sono quindi bisogni fondamentali insiti nella nostra umanità.

Il “Metodo del Teatro del Profondo® scaturisce da un sentimento di grande sintonia con questa funzione originaria del Teatro, e di conseguenza dal bisogno di diversificare, ampliare, sensibilizzare e adeguare i canoni dell’allenamento dell’attore delle diverse scuole, anche contemporanee, in modo da poter offrire un’autentica esperienza artistica a tutti coloro che desiderano dedicarvisi.

Il “Metodo del Teatro del Profondo®”: 

-. valorizza ogni allievo curando lo sviluppo integrale delle sue potenzialità, facilitando l’emersione e il riconoscimento di capacità e talenti dentro e fuori il teatro.

-. pratica l’allenamento dell’attore a partire da una visione “Olistica”: espressiva, artistica, formativa, pedagogica, andragogica, lungo tutto l’arco della vita.

-. si assume la propria responsabilità di fattore culturale di trasformazione verso gli allievi, il pubblico, la società e la storia. Per questo si impegna nella presentazione annuale di uno spettacolo importante.

Il “Metodo del Teatro del Profondo®” nasce, come prima impostazione di ricerca, dall’incontro di Maria Grazia Silvi Antonini con Fay Prendergast a partire dal 1989 a Torino, e trova il suo pieno terreno di indirizzo e di attuazione teorico-metodologica a partire dal 1997, grazie alla collaborazione internazionale con Blanca Briceño e Consuelo Briceño Canelón della Asociación Universitaria Interamericana (AUI) di Caracas.