Spettacoli ed eventi

Appuntamento con il CINEFORUM

“L’Eredità”

Pièce teatrale di

Maria Grazia Silvi Antonini e Blanca Briceño

per la regia cinematografica di

Enrico Venditti

L’eredità ci fa pensare a qualcosa che dura nel tempo, che passa di generazione in generazione, che lascia una traccia in noi. Andare in cerca della nostra vera eredità culturale e spirituale ci permette di riconoscere la nostra identità, la nostra storia, le nostre radici, capaci di generare il futuro.   

Il film “L’Eredità” nasce come testo teatrale, rappresentato in teatro e, di seguito, trasposto per il cinema, grazie ad una collaborazione artistica fra le autrici del testo drammaturgico ed il regista cinematografico Enrico Venditti.

Il pubblico intervenuto nel dibattito al termine degli spettacoli e delle proiezioni cinematografiche, ha definito in modi molto differenti l’opera, sancendo in primo luogo la sua appartenenza al mondo dell’arte, e cioè alla capacità, che solo i linguaggi artistici possiedono, di trasmettere contemporaneamente messaggi diversi, sovrapposti e anche contrapposti, a una moltitudine di soggetti diversi: ciò che chiamiamo  “L’ universalità dell’arte”.

Pur non potendo raccogliere tutti gli interventi, proviamo a segnalarne alcuni. La pièce teatrale è stata definita dal pubblico:                             

“Visionaria” o “del Teatro dell’Assurdo”;                                    

“Delicatissima e profondissima”;                                                   

racconto di ciò che stiamo vivendo e/o di ciò che accade in mondi lontani;         

parabola di un mondo senza speranza, o di un mondo che solo trova speranza nella coscienza e nella conoscenza;                            

metafora del Ratto dell’Apocalisse, liberazione o castigo;

i cui personaggi impattano “di pancia”, in cui riconoscersi o disconoscersi, o entrambe;

invito a liberare la mente: “Non conformatevi alla mentalità del mondo” (Paolo di Tarso)  

                                       Presentazione a cura degli autori

con dibattito in sala al termine

Interpreti gli allievi attori della Scuola di Teatro Reginald-AUI

Informazioni e prenotazioni

Teatro Reginald -AUI Tel: 333.7458504

info@teatroreginald-aui.com; www.teatroreginald-aui.com

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Le due vie

Testo e regia di

Maria Grazia Silvi Antonini e Blanca Briceño

Nato come testo drammaturgico e già in via di allestimento a gennaio 2020 con gli allievi della Scuola di Teatro Reginald-AUI, “Le due vie” si trasforma, durante la quarantena protratta dei mesi seguenti, in un video sperimentale dove gli attori interpretano il loro personaggio interagendo a distanza con gli altri da un angolo della propria casa trasformato in set.

La vicenda, di impronta autobiografica, è ambientata nel turbolento contesto del Venezuela della rivoluzione chavista, e racconta la storia di Soledad, che, oramai estromessa dalla sua cattedra all’università, giunge nella sua casa di campagna di Hato Viejo, decisa a resistere attraverso le armi della conoscenza e della fede alla tirannia e all’emigrazione forzata.

Attaccata da più parti e divenuta speranza di riscatto per alcuni, Soledad sarà depredata della sua casa e costretta ad allontanarsi, ma la sua testimonianza germinerà nel cuore degli umili, salvando molte vite dall’abbrutimento e dalla rassegnazione.

Il titolo si riferisce al Salmo 1 (versione Nuova Riveduta) ”Due uomini, due vie, due destini”, che viene richiamato senza citarlo da un personaggio nel finale dell’opera.

 

 

 

“Le Età dell’Oro”

Testo drammaturgico e regia di

Maria Grazia Silvi Antonini e Blanca Briceño

La trama

Tradita e abbandonata dal marito con quattro figli, Consuelo si rifugia in casa del padre vedovo e della nutrice in una piccola città del Venezuela della seconda metà del ‘900. Giudicata e derisa in modo neanche troppo velato dalle donne del paese e dalla sorella, cerca di sfuggire al destino di emarginazione attraverso un concorso, che la porta, con i suoi quattro figli, prima in Italia per un post dottorato di ricerca in scienze dell’educazione, e poi a Caracas, al Ministero della Pubblica Istruzione, dove inizia una nuova vita.

Coerente con i suoi principi, Consuelo considera il suo incarico al ministero come un servizio al Paese, di cui si assume tutta la responsabilità. La sua competenza e la sua fedeltà al compito la portano tuttavia a subire nuove forme di ostilità di gruppo che, con coraggio e creatività, riesce a lungo a controbattere. Divenuta viceministro avvia, attraverso progetti di formazione diversificata a tutti i livelli, una straordinaria stagione di mobilità sociale che contribuisce a portare il Paese alle soglie dell’uscita dal sottosviluppo.

Liberamente ispirato ad una storia vera avvenuta prima del 1997, il testo drammaturgico è il frutto più recente di una collaborazione artistica nata proprio in quell’anno fra due donne, due Associazioni e due Paesi: Maria Grazia Silvi Antonini del Teatro Reginald e la venezuelana Blanca Briceño della Asociación Universitaria Interamericana (AUI) di Caracas. Interpreti gli allievi della Scuola di Teatro Reginald-AUI.

Con occhi di donna-Volantino 2018